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Festival_Vaticano
Il Vaticano ha a cuore un solo interesse: il proprio.

"Togliete dalla chiesa i miracoli, il soprannaturale, l’incomprensibile, l’irragionevole, l’impossibile, l’inconoscibile, l’assurdo e non rimane niente altro che il vuoto." Robert G. Ingersoll (Colonnello veterano della guerra civile, leader politico statunitense; 1833 – 1899) ======================== I religiosi, e tra questi ovviamente i più potenti, gli uomini della gerarchia della Chiesa Cattolica, si presentano al resto dell’umanità come i rappresentanti sulla Terra del Creatore dell'intero universo, portatori di un messaggio ‘superiore’ in virtù del quale si auto-pongono nella posizione privilegiata di dare indicazioni agli altri in ambiti quali la morale, l'etica, le scelte di vita, la sessualità, cosa è bene e cosa è male, cosa è giusto e cosa è sbagliato, la vita, la morte, sconfinando sovente in ambiti che non dovrebbero essere di loro competenza (politica in primis). Purtroppo per loro, nonostante la studiata sontuosità dei riti inventati dei quali sono i celebranti, spesso e volentieri questi signori non sarebbero in grado di dare né dritte di vita e né tantomeno lezioni di morale proprio a nessuno, come dimostrano le notizie di stampa raccolte in questo blog e nella quasi totalità dei casi taciute dai telegiornali. I fatti dimostrano che coloro che tuonano contro i peccatori e continuano a emettere giudizi trancianti e degradanti per altre persone sono spesso loro stessi uomini assai poco immacolati e irreprensibili, che tuttavia vivono una vita privilegiata. La storia bimillenaria di questa istituzione religiosa abbonda di comportamenti e decisioni politiche non esattamente impeccabili. L'idealistica ispirazione iniziale alle parole e al messaggio del profeta ebreo Yeshùa si è andata col tempo corrompendo sin da quando l'imperatore Costantino capì che poteva usare il cristianesimo come efficace strumento di potere, un processo poi completato nel IV secolo da un altro imperatore, Teodosio, che lo rese religione imperiale. La gerarchia ecclesiastica da allora ha assaporato i vantaggi e i benefici del potere e nei secoli seguenti, attraverso una serie di vicende storiche molto complesse e anche affascinanti, si è adoperata - e si adopera tutt'oggi - per mantenerlo, con la calma di facciata, la pacatezza nei toni (non sempre) e la determinazione d'intenti che la contraddistinguono. Ancora, soprattutto tra le persone con minore livello di istruzione, molti continuano a considerare i membri del clero (socialmente parlando) un gradino al di sopra di tutto il resto della popolazione, ai quali si deve rispetto a prescindere da quello che dicono o fanno. Ci sono anche esponenti del clero che si pongono nella posizione alquanto arrogante di non tollerare critica alcuna, giocando in modo scaltro e studiato con le credulonerie e superstizioni della gente. Potremmo fare molti esempi ma ci limitiamo a Padre Livio Fanzaga, direttore di Radio Maria, che (sul settimanale Oggi n. 11 del marzo 2008) dice: «Sono uno di quei preti che credono all’esistenza del demonio e al fatto che agisce nel mondo» e aggiunge che «L’azione di Satana punta in particolare a sobillare odio contro Cristo e la Chiesa.» Capito il concetto? Chiunque osi dire qualcosa o riportare notizie che in qualche modo mettono la Chiesa in cattiva luce sarebbe un malvagio servitore del demonio. Il personaggio in questione non è certo il solo ad utilizzare questo tipo di argomenti e si potrebbero lasciare ai loro deliranti sproloqui se non fosse che il loro stipendio non venisse pagato anche con i soldi pubblici di tutta la popolazione italiana (compresi coloro che non sono né cattolici né credenti) grazie ai discutibili meccanismi di distribuzione dei soldi raccolti grazie alla donazione dell’8 per mille sulle tasse. Ogni anno, puntualissima, nella stagione delle dichiarazioni dei redditi parte la campagna pubblicitaria della Conferenza Episcopale per invogliare gli italiani a dare alla Chiesa Cattolica il contributo dell’8 per mille. Tanti laccati spot televisivi, trasmessi nelle ore di massimo ascolto (la CEI non bada a spese quando c'è da organizzare la raccolta fondi), nei quali al suono di musiche melodiose si susseguono immagini edificanti di simpatici pretini di campagna e di città laboriosamente impegnati a fare tanto del bene, ma proprio tanto. Bravi. Naturalmente ogni medaglia ha due facce e quando si versano soldi alla Chiesa Cattolica li si danno non solo per interventi assistenziali, umanitari o caritativi (i soli pubblicizzati negli spot) ma anche per “finalità religiose ed esigenze di culto” e naturalmente anche per il fondamentale “sostentamento del clero”, del quale fanno parte anche persone non necessariamente sempre meritevoli dei nostri ‘oboli’. Del clero infatti fanno parte non solo gli adorabili e umili pretini che si vedono nelle pubblicità (ma c’è ancora chi crede alle pubblicità??) ma anche i potenti vescovi e cardinali che girano coi macchinoni, esibiscono anelloni e catene d’oro e pietre preziose, vivono vite di lussi e privilegi e che, spesso e volentieri, hanno anche la cattiva abitudine di interferire con la vita pubblica e nel dibattito prettamente politico del paese. Il che va probabilmente bene per chi è cattolico praticamente ma non tutti gli altri. Il problema infatti sta in quel “tutti gli altri” perché i soldi dell’8 per mille, per via di un complesso meccanismo alquanto discutibile, vanno a finire per quasi al 90% alla Chiesa Cattolica sebbene solo circa un terzo dei contribuenti indichi tale Chiesa come destinataria. Com’è possibile? Lo spiega bene la Wikipedia, la preziosa enciclopedia libera on line da cui è tratto il brano che segue: “L'aspetto più controverso dell'8 per mille è la ripartizione delle scelte inespresse, che attualmente è effettuata secondo un criterio proporzionale rispetto alle scelte espresse. I dati più recenti disponibili indicano che l’otto per mille dell'Irpef sui redditi del 2000 ammontava ad 897.077.447 euro. Di questi il 39,62% (ovvero 355.422.085 euro) è stato destinato in base alle scelte espresse dai contribuenti, mentre il 60,38% (ovvero 541.655.362 euro) è stato destinato senza alcuna scelta dei contribuenti. In virtù di questo meccanismo, nonostante solo il 35,24% degli aventi diritto avesse destinato nel 2000 il proprio contributo alla Chiesa Cattolica, l'87.25% dell'intero gettito da l'8 per mille è stato devoluto alla stessa, grazie al recupero delle scelte inespresse. Il problema è stato portato all'attenzione del Parlamento Italiano nell'ambito di un'interpellanza promossa dal Coordinamento nazionale delle Consulte per la laicità delle Istituzioni. Questo meccanismo di attribuzione automatica delle scelte inespresse è stato definito "una mostruosità giuridica" da autorevoli storici e criticato da diverse personalità dello stesso mondo cattolico, compreso l'ex Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro. Altre critiche, sorte dal mondo laico, sostengono che: - la ripartizione delle scelte inespresse vìola, di fatto, il principio su cui avrebbe dovuto basarsi il sistema dell'otto per mille. - il fatto che vengono finanziate a fondo perduto confessioni religiose che si dovrebbero autofinanziare. - Viene fatto notare che soprattutto nel caso della Chiesa cattolica, gran parte di questi contributi non ha alcuna utilità sociale. - il fatto che lo Stato italiano, a differenza delle confessioni religiose inserite nella ripartizione, non fa alcuna pubblicità per sé e non informa su come destina questi fondi. Per questa ragione alcuni parlano di "partita truccata". Quando nel 1996 il ministro Livia Turco propose di destinare i fondi di competenza statale all’infanzia svantaggiata, il “cassiere” della Conferenza Episcopale Italiana Nicora reagì duramente, sostenendo che «lo Stato non deve fare concorrenza scorretta nei confronti della Chiesa»; - il fatto che sono ammesse solo le confessioni sottoscrittrici di un'intesa con lo Stato. Il sito dell'UAAR (www.uaar.it), sostiene che per questo motivo la Chiesa, attraverso i parlamentari cattolici, blocca la ratifica dell'accordo (già sottoscritto) con i Testimoni di Geova e impedisce l'avvio di trattative con gli islamici: i fedeli di queste religioni, ben disciplinati, grazie al meccanismo delle scelte inespresse porterebbero alle loro gerarchie una contribuzione ben superiore alla loro percentuale reale, con un danno valutabile in centinaia di milioni di Euro per la Chiesa cattolica. - il fatto che la scarsa chiarezza del meccanismo trae in inganno non solo il semplice cittadino ma anche la persona colta. Nel sito dell'UAAR si racconta di un giornalista Rai ha dovuto addirittura scusarsi in diretta per la sua non conoscenza del meccanismo; - il fatto che lo Stato Italiano, dovendo erogare questi finanziamenti, è costretto a cercarsi altre entrate con nuove forme di tassazione della popolazione.” [fine della citazione da Wikipedia] Nota finale - Questo blog non è ‘asservito al demonio’ o contrario alle convinzioni spirituali e religiose di ognuno. Questo blog raccoglie e propone notizie e commenti del curatore, che è cittadino italiano agnostico, contrario a tutti i fondamentalismi e che ritiene che la Repubblica Italiana dovrebbe evitare di sovvenzionare coi soldi pubblici potenti e ricchissime organizzazioni religiose attente da secoli e in ogni parte del mondo a curare solo ed esclusivamente i propri interessi. (RT) =================== NOTA: questo blog è un aggregatore di notizie e non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza fissa periodicità, pertanto questo sito non è un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7/3/2001. Le immagini talvolta a corredo dei post sono disponibili su internet; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d'autore segnalatecelo tramite la funzione dei relativi commenti e provvederemo alla loro rimozione. - Buona lettura.
POLITICA
26 gennaio 2012
Religione e politica. Le credenze religiose nella corsa alle presidenziali negli Stati Uniti.


Negli U.S.A. la fase delle primarie per scegliere il candidato conservatore che sfiderà il Presidente Obama nelle elezioni presidenziali che si terranno in autunno è in pieno svolgimento, ed è tutto uno sgomitare tra candidati intenti a premere bene a fondo il pedale delle loro convinzioni religiose pur di accaparrarsi i voti negli Stati della cosiddetta Bible belt. Tutti i Gop (repubblicani) in corsa sono seguaci del cristianesimo. Nessuno dei candidati appartiene ad un'altra religione. Nessuno dei candidati si dichiara ateo o agnostico.

Tuttavia i vari candidati appartengono a varie denominazioni religiose, che spesso non si sopportano l’una con l’altra. Il liberale Ron Paul, che sembra essere quello che agita di meno le Sacre Scritture, è cresciuto tra i Luterani ma è poi passato alla Chiesa Battista. Rick Santorum è cattolico. Ma la sfida al momento sembra essersi ristretta a due nomi: Newt Ginrich e Mitt Romney.

Ginrich è cresciuto in una famiglia luterana poi nel 2009 è passato alla ‘concorrenza’, ovvero si è convertito al cattolicesimo. Pare sia stato fulminato nientemeno che dalla visione di Joseph Ratzinger, alias Benedetto XVI, durante il suo tour promozionale (o “visita pastorale”) degli Stati Uniti nel 2008. Da quando è scattata la sua affiliazione al vaticano ha detto di apprezzare di più il ruolo che la religione ha nella vita pubblica. Il che, per uno che si candida alla Casa Bianca, non è particolarmente rassicurante per tutti coloro che
A) appartengono ad altre religioni o a nessuna religione o
B) aspirano a vivere in democrazie dove sia netta la separazione tra Stato e Chiesa, ovvero tra politica e religione. Tra i suoi libri “Rediscovering God in America” (tr. La riscoperta di Dio in America”). È stato sposato tre volte e una delle sue ex mogli nei giorni scorsi ha rivelato in una intervista televisiva che quando erano sposati Ginrich voleva che il loro menage matrimoniale fosse “aperto”.

L’altro front runner per la nomination repubblicana è Mitt Romney, ricchissimo uomo d’affari del quale negli ultimi giorni si parla molto in quanto al centro di una furiosa polemica riguardante la sua dichiarazione dei redditi. La controversia riguarda il fatto che le sue sostanziose reddite finanziare da investimenti (43 milioni di dollari in due anni) sono tassate, secondo le leggi statunitensi, circa al 14% mentre la gran parte degli americani, con redditi assai più bassi, versa in media al fisco una percentuale di circa il doppio. Questo ha rinfocolato le proteste di chi trova scandaloso che negli USA le persone più ricche paghino di tasse percentuali molto inferiori a quelle di ceti sociali molto più modesti.

Uno degli aspetti più controversi della candidatura di Romney riguarda la sua affiliazione alla Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni, comunemente nota come Chiesa mormone. Attraverso un trust da lui controllato insieme alla moglie Romney negli ultimi anni ha versato a tale chiesa mormonica un bel gruzzolo di quasi 5 milioni di dollari, collocati sotto la categoria delle donazioni per opere di carità. Chi aderisce a questa chiesa ha l’obbligo di devolvere alla stessa il 10% di quanto guadagna.

Torneremo prossimamente a parlare della storia e delle credenze dei cristiani appartenenti alla Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni, poco nota ma presente anche in Italia.
SOCIETA'
24 gennaio 2012
Religione e denaro. Preti e frati multimilionari tra politica e “immacolata concezione”.
Avete presente gli spot pubblicitari commissionati ogni anno dai Cei, quelli con i quali chiede agli italiani di contribuire con il loro 8x1000 al sostentamento clero? In quelle immagini edificanti e traboccanti di amore e carità non si vedono mai coloro che sono tra i destinatari di tali fondi mentre viaggiano in costosi macchinoni o si godono la bella vita in qualche loro bella proprietà immobiliare. Eppure gli esempi di religiosi che possono permettersi di vivere nel lusso non mancano di certo.

In dicembre, alcune settimane prima della sua scomparsa, il settimanale Oggi aveva reso pubbliche le immagini di don Luigi Verze’ in vacanza nella sua bella fazenda di Conde, in Brasile, in compagnia del suo braccio destro Mario Cal, suicidatosi nel luglio scorso. Le fotografie non sono neanche troppo datate, risalgono infatti al febbraio 2010 e ritraggono il fondatore del San Raffaele nei momenti di relax nella piscina affacciata sull’Oceano Atlantico, mentre gioca a carte con gli amici e a pranzo con altri ospiti, tra i quali il comico Renato Pozzetto (in passato socio della compagnia aerea che gestiva gli elicottero del Pronto soccorso dell’ospedale milanese). Per recarsi nella fazenda brasiliana insieme agli amici, il prete oggi sotto accusa per il buco finanziario del San Raffaele aveva fatto acquistare un jet Challenger da 20 milioni di euro. Don Verzè e i suoi amici spesso arrivavano alla fazenda in elicottero, per evitare le cinque ore in Suv nero cilindrata 3 mila da Salvador de Bahia a Conde. Lì trovavano due piscine (in un’altra fazenda, invece, campi da tennis, pony, gabbie con scimmie). Gli ospiti in Brasile stavano in bungalow. Alle 8 della domenica mattina don Verzé celebrava messa. Prima di mangiare, a tavola, segno della croce per tutti.

Un altro esempio di religiosi baciati dalla grazia divina e ricchi sfondati è fratel Franco Decaminada, al quale il settimanale L’Espresso ha dedicato un articolo nel novembre 2011: Fratel Franco Decaminada l'8 dicembre di ogni anno va in chiesa per rinnovare i voti fatti alla Madonna. E' la legge della Congregazione a cui appartiene, quella dei "Figli dell'Immacolata Concezione": bisogna promettere castità, obbedienza, povertà. Da sempre Decaminada per i suoi fratelli è un padre spirituale, una guida sicura che indica la retta via. Anche nell'intricata giungla degli affari: la Congregazione gli ha affidato tutto il suo impero, e soprattutto i suoi beni più preziosi. Ossia l'ospedale San Carlo e l'Idi, l'Istituto dermopatico dell'Immacolata, uno dei più importanti centri dermatologici d'Europa.

"Castità, obbedienza, povertà", recita il regolamento. Che Decaminada segue a modo suo: tre anni fa s'è comprato una villa di 18 stanze in Toscana circondata da 23 mila metri quadrati di terreno e prati. Peccato veniale, si potrebbe dire. Il fatto è che mentre i lavori di ristrutturazione della magione sono quasi finiti, la Congregazione è in crisi e registra un buco mostruoso in bilancio, stimato da autorevoli fonti vaticane tra i 300 e i 400 milioni di euro. Un'esposizione che pesa soprattutto sulle banche, Unicredit in particolare, e che fa tremare i polsi ai migliaia di dipendenti degli ospedali. (…) I "Figli dell'Immacolata Concezione”, soprattutto nella capitale, sono riveriti e omaggiati. In primis dalla politica. Ogni mese i frati-laici invitano ai loro eventi (che definiscono la "Cernobbio in riva al Tevere") deputati e big di partito che discettano di fede, politica, televisione, crisi internazionale e Vangelo: dai ministri Franco Frattini e Giulio Tremonti a Marco Tronchetti Provera fino all'attrice Vittoria Puccini (che ha letto agli astanti le poesie di Prévert), alla corte di Decaminada ci vanno tutti. La settimana scorsa hanno presentato i loro ultimi libri due pezzi da novanta come monsignor Rino Fisichella e il segretario del Pd Pier Luigi Bersani. Ad applaudirli 300 persone, in mezzo senatori democrat, qualche lobbista e l'immancabile Mario Baccini dell'Udc, che dei fratelli è grande amico. (...)

Fonti: Oggi - L'Espresso
SOCIETA'
22 gennaio 2012
Le superstizioni religiose in una vignetta

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CULTURA
20 gennaio 2012
Intolleranze religiose. A Milano crociata censoria contro spettacolo teatrale bollato come “blasfemo”. Minacce e intimidazioni contro il teatro Parenti.


Bufera catto-integralista sulla pièce teatrale Sul concetto di volto nel figlio di Dio per la regia di Romeo Castellucci in cartellone al Teatro Parenti di Milano dal 24 al 28 gennaio, sta scatenando un putiferio tra i cattolici e nel mondo politico.

Il movimento politico cattolico Militia Christi vuole che il Parenti modifichi la sua programmazione e annulli la messa in scena dello spettacolo, “in caso contrario aspettatevi le nostre legittime contestazioni” si legge sul loro sito. In una lettera della Segreteria di Stato vaticana (firmata da monsignor Peter Wells, assessore agli Affari generali) l'opera di Castellucci viene definita «offensiva nei confronti di nostro Signore e dei cristiani». Il teologo padre Giovanni Cavalcoli e i fedeli del convento bolognese di San Domenico avevano segnalato lo spettacolo alla Santa Sede, considerandolo «blasfemo, offensivo della figura di Cristo, con danni alla libertà religiosa, all'ordine sociale, ai minori, alla dignità dell'arte e del buon costume». Trattandosi di «valori sanciti e promossi dalla Costituzione» la pièce, a loro giudizio, «configura un reato passibile di sanzione penale a norma delle leggi dello Stato». Persino la Curia di Milano è intervenuta per prendere le distanza dall'opera e chiede di "rispettare la sensibilità dei cittadini milanesi che vedono nel volto di Cristo l'Incarnazione di Dio".

Al teatro – riporta La Repubblica - sono arrivate decine di mail piene di insulti nelle quali si chiede la cancellazione dello spettacolo, con avvertimenti espliciti del tipo: «Ne riparliamo se rimarrete vivi». «I cristiani sapranno reagire con veemenza per evitare un ritorno alle catacombe». O telefonate in cui si proclama: «Voi ebrei non vi preoccupate di offendere Cristo». Mentre arrivano già le prime denunce legali per uno spettacolo accusato di offendere la religione cattolica.

La regista e direttrice del Teatro Franco Parenti, Andrée Ruth Shammah, ha diramato una lettera rivolta alle autorità civili e religiose affinché si adoperino per riportare serenità e pacatezza nell’acceso di battito che si è scatenato negli ultimi giorni attorno allo spettacolo. Il nostro teatro è da qualche settimana oggetto di lettere, comunicazioni, messaggi e-mail, che si schierano contro la messa in scena dello spettacolo, tacciandolo di blasfemia, sulla base di informazioni errate o male interpretate. Le dimensioni della protesta aumentano di giorno in giorno, anche in violenza espressiva e intimidazione, minacciando la sicurezza di questo luogo, di chi ci lavora, quasi ricercando l’offesa personale, e chi ne usufruisce come luogo della cultura. Questo atteggiamento ci disorienta. Chiediamo un intervento deciso che riconduca il dibattito a toni e forme più consoni alla grande tradizione civile e culturale di Milano. Una città che ha sempre rappresentato il pensiero illuminato, la religiosità alta, il dialogo e l’apertura. (…) Chiediamo che chi guida questa città, nello spirito e nelle azioni, intervenga per allentare le inutili e pericolose tensioni e riportare la discussione nella dimensione più appropriata di quello che è uno spettacolo teatrale, che, semplicemente, può essere visto o non visto, piacere o non piacere, fare discutere o meno. In modo totalmente disarmato.

A dar manforte ai censori è arrivata anche certa politica. Il deputato dell’Udc e capogruppo del Ppe in Consiglio d’Europa, Luca Volontè, - riporta La Stampa - accusa la pièce di "voluta spettacolarizzazione della blasfemia" e sostiene che il “cosidetto spettacolo (…) sia non solo da impedire ma anche da sanzionare. Il rispetto del credo e della religione non può mai essere messo in discussione e quella rappresentazione offende tutti i cristiani e i cattolici».

Blasfemia - controbatte il lettore Silvio O. - è una parola che appartine alle bestie fanatiche che credono, a torto, di essere gli unici depositari di una presunta verità. Una parola che non appartiene alle persone civili, libere nei diritti e nella parola, liberi di scegliere quel che di personale và meglio per sè stessi.

Per il capogruppo del PdL al comune di Milano Masseroli «lo spettacolo al Parenti va cancellato. Ci vuole rispetto per ogni sensibilità! È inaccettabile che si abbia attenzione a tutto tranne che al mondo cattolico…». - E meno male che il partito del quale fa parte si chiama Popolo della Libertà. Mi sentito parlare di libertà artistica e di espressione?

Non è certo la prima volta che movimenti religiosi, più o meno esagitati e bellicosi, vogliono decidere per tutti cosa può essere detto, visto e scritto nelle varie forme di arte. È successo molte volte in passato e probabilmente succederà ancora, dimostrando l’arroganza di chi ritiene che il proprio modo di vedere le cose valga di più di quello degli altri.

I credenti che pensano di sentirsi offesi nel loro “sentimento religioso” da uno spettacolo come questo hanno la formidabile libertà di non andarlo a vedere. Impedire ad altra gente che la pensa diversamente di potervi assistere, volendo imporre dunque il proprio punto di vista a tutti (magari spacciandolo per "divino"), diventerebbe un sopruso inaccettabile.

Fonti: Teatro Parenti - La Repubblica - La Stampa - Il Giornale
SOCIETA'
17 gennaio 2012
Tangenti in Lombardia. Spuntano intercettazioni sulla Compagnia delle Opere, il «braccio economico» di Comunione e Liberazione.
Sanità, banche, appalti pubblici, servizi finanziari, convenzioni commerciali e chi più ne ha più ne metta. C’è una montagna di denaro che ruota intorno all’associazione denominata Compagnia delle Opere (alla quale è dedicato il libro Cosa loro del quale abbiamo parlato la settimana scorsa). Il nome di vago sapore ecclesiastico, che richiama immagini di pii fraticelli operosamente indaffarati a fare opere di bene, non soprende dato che la Compagnia nacque nel 1986 per volontà di don Luigi Giussani, il sacerdote fondatore di Comunione e Liberazione, da più parti ormai da qualche anno rinominata Comunione e fatturazione.

Purtroppo, come spesso succede quando ci sono così tanti interessi economici, capita che ci possano essere aspetti poco chiari, sui quali la magistratura indaga. Alcune settimane fa una decina di persone sono state arrestate in Lombardia, secondo l’accusa coinvolte in una storia (ahinoi, l’ennesima in Italia) di mazzette e tangenti.

(…) intercettati al telefono – riporta La Repubblica - parlano di assessori regionali da addomesticare, di pratiche da velocizzare, di denaro da drenare («cazzi nostri cash»), di analisi taroccate su terreni da convertire in una discarica di amianto: controlli effettuati dagli «amici della Regione». «Pregano» e si sbattono affinché il loro dominus — l’imprenditore bergamasco Pierluca Locatelli, arrestato assieme ad altre dieci persone tra cui il vicepresidente del consiglio regionale Franco Nicoli Cristiani — riesca a avere accesso a finanziamenti bussando alla Compagnia delle Opere, il braccio economico di Cl, e cioè il formigonismo in Lombardia. Sono alcuni dei protagonisti delle intercettazioni contenute nell’inchiesta della Procura di Brescia su corruzione e traffico di rifiuti. Dalle carte non sembrano essere personaggi di secondo piano.

Andrea David Oldrati (titolare della Terraverde srl, consulente ambientale della Locatelli spa, anche lui finito in carcere, ndr) parla con Luigi Brambilla, vicepresidente della Compagnia delle Opere di Bergamo e procuratore per la Custodia srl (società sotto inchiesta a Padova per una truffa sui fondi europei, ndr). È il 20 maggio 2011. Oldrati e Brambilla giocano su due tavoli (per conto di Locatelli): maneggi sulle analisi ambientali, e agganci politici (tra cui gli assessori regionali Pdl Marcello Raimondi e Gianni Rossoni). Ma con un unico obiettivo: la discarica di amianto che Locatelli vuole realizzare a Cappella Cantone (Cremona).

Ecco alcuni passaggi della telefonata. «Ti ricordi cosa c’è scritto nel Senso Religioso (opera di don Luigi Giussani, ndr)... Poca osservazione e molto ragionamento conducono all’errore». «Esatto». «Molta osservazione e poco ragionamento conducono alla verità. Figa, è così! Il caro vecchio Don Gius c’ha ragione. Eh!».

Ovviamente sarà un eventuale processo a stabilire se vi sono state violazioni della legge.

L’articolo completo di Repubblica (con altri link riguardanti altri aspetti di questa vicenda) qui.
CULTURA
15 gennaio 2012
Umorismo e religione. Il clero si veste di privilegi.


Vignetta di Altan.

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CULTURA
12 gennaio 2012
Libri. "Cosa loro. I serenissimi della Compagnia delle Opere"


Un nuovo libro indaga sulle connessioni tra movimenti religiosi (cattolici), politica e finanza. Si tratta di "Cosa loro - I serenissimi della Compagnia delle Opere" di S. Canetta, E. Milanesi.

La presentazione dell’editore
I «ragazzi di don Giussani» nell’arco di 30 anni hanno conquistato uno spazio di potere sotto traccia, sempre a cavallo fra economia e politica. Il Veneto di «mamma Dc» si sta convertendo alla Lega, ma resta connesso indissolubilmente al potente apparato di una Chiesa nella Chiesa. Comunione e liberazione non è più il «gruppo di amici» fedelissimi del fondatore. Si è trasformata nella holding della Compagnia delle Opere, che ha aggredito – nel nome della sussidiarietà – ogni angolo del patrimonio pubblico: grandi appalti, sanità, scuola e università, formazione, logistica. Da Padova si arriva fino in Lussemburgo, alla «cassaforte» della galassia di imprese e consorzi. A Verona, si intuisce la trama che sconfina nella Lombardia di Formigoni e nel Trentino di Dellai. Una documentata ricostruzione della «lobby di dio» a Nord Est. L’universo ciellino scandagliato, per la prima volta, a tutto campo. Con i sindaci “amici”, gli imprenditori di riferimento, i Vip in pellegrinaggio in terra santa e la rete di professionisti del business. Ma anche i clamorosi rinvii a giudizio che permettono di verificare in tribunale la gestione dei finanziamenti europei.

Introduzione di Cosa loro
Una battuta di spirito riassume il giudizio non soltanto politico: «Meglio soli che in Compagnia… delle Opere». Sorride con una punta di amarezza l’ex assessore berlusconiano, che nell’ufficio si era ritrovato faccia a faccia con la delegazione ciellina. Lui dietro la scrivania istituzionale. Loro con un bel plastico in mano, nella genuina pretesa di cieca obbedienza. Normale amministrazione. La politica (tutta?) deve «inginocchiarsi» alla fratellanza di monsignor Luigi Giussani che sconfina senza peccato nella contabilità affaristica. E’ la sussidiarietà nel regno lombardo-veneto. Patrimonio pubblico da stornare nel circuito di aziende che diventano consorzi, nella rete delle società cooperative a responsabilità limitate con la vocazione ai contributi, nella galassia di un cattolicesimo perfettamente integrato a sistema. Il «modello Formigoni» funziona a regime da lustri, in particolare nella sanità incistata dalle convenzioni. A Nord Est, si coglie perfettamente il consociativismo da Prima Repubblica che rigenera vecchi legami e insieme prefigura il federalismo dei benefit. Le notizie dell’estate 2011 rappresentano nitidamente le connessioni dei ciellini con gli «scandali» di un regime al tramonto. Il crac miliardario del San Raffaele rinvia alla sanità accreditata a senso unico: dietro la facciata dell’ospedale di don Verzé si intuisce un verminaio che fa il paio con il «ciclo del mattone» dell’Expo 2015. A nessuno sfugge come, a Milano e in Lombardia, il «partito ciellino» (dal mancato presidente dell’Europarlamento Mario Mauro al vice presidente di Montecitorio Maurizio Lupi) è indissolubilmente legato al bunga bunga di Arcore. Ancora: le bordate a palle incatenate su Giulio Tremonti inchiodano, prima d’ogni altra valutazione, uno stile imperniato sulla doppiezza. Il vizietto delle prediche morali (meglio se dal pulpito dell’Università Cattolica) stride con il governo dell’economia statale. La vocazione «no global», sussidiaria, para-leghista si traduce nel peccato mortale che ammorba palazzo Chigi. Insomma, il perfetto alter ego del «celeste» Formigoni.E non basta. Il «caso Filippo Penati» racconta (eccome!) la contiguità proprio con il calvinismo delle Grandi Opere, sulla testa di tutti.

Fonte: Manifesto Libri
SOCIETA'
9 gennaio 2012
Caste e trattamenti di favore. Ecco tutti i privilegi del clero
Nel carnevale di prebende rastrellate nel tempo dalla Chiesa non mancano neanche le curiosità. È un canone Rai molto speciale quello che si applica (in base a un decreto del ministero dello Sviluppo economico sui televisori installati fuori dagli appartamenti) agli apparecchi degli istituti religiosi: 185 euro e 10 centesimi per il 2009, meno della metà rispetto ai 370 euro e 17 centesimi richiesti ad affittacamere e campeggi a una o due stelle.

L’acqua di Pantalone.
I giardini del Vaticano sono da sempre motto rigogliosi. Grazie anche a un'innaffiatura abbondante. I preti non lesinano di certo. Tanto non pagano. La bolletta, e vai a capire perchè, tocca infatti alto Stato (articolo 6 dei Patti Lateranensi), che negli anni scorsi s'è anche fatto carico di arretrati per oltre 50 milioni di euro.

Lasciapassare scontato.
Nei 2006 il Comune di Roma ha ceduto alle pressioni e ha concesso alle auto del Vaticano il pass per il Centro al prezzo politico di 55 euro. Ai comuni mortali costa esattamente dieci volte di più. Usare la parola privilegio o totalmente sbagliato, ha detto il 29 agosto il presidente della Cei Angelo Bagnasco. Regalìe fa meno casta?

E lo Stato paga
Un’Ires su misura. Sono 998 le Opere pie e società di mutuo soccorso che hanno beneficiato della riduzione dell'aliquota Ires (del 33 al 16,5 per cento) per il 2006. Tutte insieme hanno risparmiato 12 milioni e 929 mila euro. I 133 ospedali hanno invece evitato dl mettere mano al portafogli per 16 milioni di euro.

Una redazione in parrocchia.
Più di 9 milioni e 780 mila euro. È il totale dei contributi all’editoria incassati (per il solo 2006) dai giornali che fanno capo alla Chiesa. Al primo posto della classifica si piazza Avvenire (6.300.774 euro), seguito da Famiglia Cristiana e Il Giornalino (entrambi della Periodici San Paolo e a quota 312 mila euro). Ma nell'elenco ci sono anche La voce isontina (Arcidiocesi di Gorizia - 31.840 euro), L’Aurora della Lomellina" (Diocesi di Vigevano: 45.197 euro), L’Appennino Camerte (Arcidiocesi di Camerino: 40.780 euro) e Porziuncola Assisi. (8.995 euro).


Fonte: L’espresso n. 35 - settembre 2011

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permalink | inviato da Cervello_Acceso il 9/1/2012 alle 10:38 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
ECONOMIA
6 gennaio 2012
Benedetto sia l’otto per mille. Ogni anno più di un miliardo di Euro passa dalle casse dello Stato italiano al borsello della Chiesa cattolica.
Grazie al contributo fiscale lo Stato italiano versa più di un miliardo l'anno per pagare gli stipendi dei preti. Per i quali però bastano 361 milioni. E le altre centinaia? Che fine fa questa marea di soldi lo svela I senza Dio, un libro inchiesta su business e privilegi del Vaticano firmato da Stefano Livadiotti (Bompiani Editore) e del quale il settimanale L’Espresso ha anticipato alcune pagine, nelle quail – tra le altre cose – si legge:

Trentunomila e 478 euro virgola qualcosa. È la somma che lo Stato, quindi l'intera platea dei contribuenti, ha versato nel 2010 per il mantenimento di ognuno dei 33 mila e 896 sacerdoti in servizio attivo nelle diocesi del Paese. Il totale fa un miliardo e 67 milioni di euro, l'importo del cosiddetto 8 per mille (salito nel 2011 a un miliardo, 118 milioni, 677 mila, 543 euro e 49 centesimi). E l'assegno l'ha incassato la Chiesa, attraverso la Conferenza episcopale. Che poi a ciascuno di quei preti ha girato direttamente solo 10.541 euro, un terzo di quanto ha stipato nei propri forzieri. L'espressione è un po' forte, ma i numeri sono numeri: e dicono che i vescovi fanno la cresta sullo stipendio dei loro sottoposti. (…) la revisione del Concordato che Casaroli trattò con l'allora premier italiano, Bettino Craxi (in sostituzione della "congrua", il salario di Stato garantito ai parroci), è stata di gran lunga il miglior affare che la Chiesa abbia portato a casa nella sua storia più recente. Funziona così. Un po' come in un gigantesco sondaggio d'opinione, ogni anno i contribuenti, mettendo una croce sull'apposita casella nella dichiarazione dei redditi, possono indicare come beneficiaria dell'8 per mille una delle confessioni firmatarie dell'intesa con lo Stato (o scegliere invece quest'ultimo). (…) Al gruzzolo concorrono, cioè, anche i versamenti all'erario di coloro che, maggioranza assoluta, non hanno barrato un accidenti (quattrini che nella cattolicissima Spagna restano invece allo Stato). O che magari non hanno neanche mai sentito parlare del trappolone a suo tempo confezionato da Giulio Tremonti nelle vesti di consulente del governo. Il meccanismo, guarda caso, sembra ricalcato da quello scelto dai partiti per i rimborsi elettorali garantiti dal finanziamento pubblico. (…) [Ogni anno] la Chiesa si affida a un gigante mondiale come la Saatchi & Saatchi per una martellante campagna pubblicitaria costata nel 2005 qualcosa come 9 milioni di euro, il triplo di quanto donato dai preti alle vittime dello tsunami; lo Stato risulta non pervenuto). Ma il vantaggio per la Chiesa va perfino al di là di quanto si possa intuire. (…) Nel 2004 la Chiesa è stata scelta da una minoranza pari al 34,56 per cento dei contribuenti italiani. Ma lo stesso dato, calcolato invece sulla sola platea di quanti hanno ritenuto di dare un'indicazione sull'8 per mille, l'ha fatta schizzare di colpo, e miracolosamente, a una schiacciante maggioranza dell'87,25. Ed è quest'ultima la percentuale utilizzata per ripartire l'intera torta.

Fonte: L'Espresso
CULTURA
4 gennaio 2012
Profezie 2012: la chiesa insegna modestia e umiltà


Anno nuovo, come sempre in questo periodo abbondano oroscopi e profezie. Eccona una.

Sì sono proprio io, il Mago do Sputanamiento, fratello minore del celebre Mago do Nascimento, ma altrettanto attendibile. Ho notato che i lettori al Misfatto stanno prendendo confidenza coi veggenti, così ho deciso di anticiparvi nel dettaglio (e parola per parola) cosa succederà di qui all’agosto 2012. Che la forza sia con voi e col vostro espirito. (…)

Luglio. Ratzinger si reca a Castelgandolfo per un breve periodo di riposo. In elegante gonna-pantalone bianca di lino crudo, sandali in antilope e collana con croce milleluci di Swaroski, il papa ammonisce i sacerdoti presenti: “Siate testimoni di umiltà nel segno di Cristo”.

Fonte della "profezia": Il Fatto Quotidiano

Nell'immagine in alto: monsignor Domenico Mogavero, vescovo di Mazara del Vallo, che (nel maggio 2011) sfoggia per la prima volta gli sgargianti paramenti disegnati e regalatigli da Giorgio Armani. Viene da chiedersi se fra tutte le opere benerite che si possono fare il noto stilista italiano non potesse trovare niente di meglio in cui adoperarsi.

Fonte: Corriere.it
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