Religione e politica. Le credenze religiose nella corsa alle presidenziali negli Stati Uniti.

Negli U.S.A. la fase delle primarie per scegliere il candidato conservatore che sfiderà il Presidente Obama nelle elezioni presidenziali che si terranno in autunno è in pieno svolgimento, ed è tutto uno sgomitare tra candidati intenti a premere bene a fondo il pedale delle loro convinzioni religiose pur di accaparrarsi i voti negli Stati della cosiddetta Bible belt. Tutti i Gop (repubblicani) in corsa sono seguaci del cristianesimo. Nessuno dei candidati appartiene ad un'altra religione. Nessuno dei candidati si dichiara ateo o agnostico.
Tuttavia i vari candidati appartengono a varie denominazioni religiose, che spesso non si sopportano l’una con l’altra. Il liberale
Ron Paul, che sembra essere quello che agita di meno le
Sacre Scritture, è cresciuto tra i Luterani ma è poi passato alla Chiesa Battista.
Rick Santorum è cattolico. Ma la sfida al momento sembra essersi ristretta a due nomi:
Newt Ginrich e
Mitt Romney.
Ginrich è cresciuto in una famiglia luterana poi nel 2009 è passato alla ‘concorrenza’, ovvero si è convertito al cattolicesimo. Pare sia stato fulminato nientemeno che dalla visione di
Joseph Ratzinger, alias
Benedetto XVI, durante il suo tour promozionale (o “visita pastorale”) degli Stati Uniti nel 2008. Da quando è scattata la sua affiliazione al vaticano ha detto di apprezzare di più il ruolo che la religione ha nella vita pubblica. Il che, per uno che si candida alla Casa Bianca, non è particolarmente rassicurante per tutti coloro che
A) appartengono ad altre religioni o a nessuna religione o
B) aspirano a vivere in democrazie dove sia netta la separazione tra Stato e Chiesa, ovvero tra politica e religione. Tra i suoi libri “Rediscovering God in America” (tr. La riscoperta di Dio in America”). È stato sposato tre volte e una delle sue ex mogli nei giorni scorsi ha rivelato in una intervista televisiva che quando erano sposati Ginrich voleva che il loro menage matrimoniale fosse “aperto”.
L’altro front runner per la nomination repubblicana è Mitt Romney, ricchissimo uomo d’affari del quale negli ultimi giorni si parla molto in quanto al centro di una furiosa polemica riguardante la sua dichiarazione dei redditi. La controversia riguarda il fatto che le sue sostanziose reddite finanziare da investimenti (43 milioni di dollari in due anni) sono tassate, secondo le leggi statunitensi, circa al 14% mentre la gran parte degli americani, con redditi assai più bassi, versa in media al fisco una percentuale di circa il doppio. Questo ha rinfocolato le proteste di chi trova scandaloso che negli USA le persone più ricche paghino di tasse percentuali molto inferiori a quelle di ceti sociali molto più modesti.
Uno degli aspetti più controversi della candidatura di Romney riguarda la sua affiliazione alla
Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni, comunemente nota come
Chiesa mormone. Attraverso un trust da lui controllato insieme alla moglie Romney negli ultimi anni ha versato a tale chiesa mormonica un bel gruzzolo di quasi 5 milioni di dollari, collocati sotto la categoria delle donazioni per opere di carità. Chi aderisce a questa chiesa ha l’obbligo di devolvere alla stessa il 10% di quanto guadagna.
Torneremo prossimamente a parlare della storia e delle credenze dei cristiani appartenenti alla
Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni, poco nota ma presente anche in Italia.